Paola Grilli, segretaria territoriale FLC CGIL Civitavecchia, Roma Nord e Viterbo, è intervenuta all’incontro di Sala Ruspoli sul diritto all’istruzione e sul tetto del 30% per gli alunni stranieri
Martedì 13 ottobre, a Sala Ruspoli di Cerveteri, la FLC CGIL di Civitavecchia, Roma Nord e Viterbo ha partecipato all’incontro pubblico “La scuola aperta a tutti. Gli studenti… del domani”, dedicato al nuovo decreto scuola e ai suoi effetti sull’inclusione e sull’organizzazione delle scuole del territorio. L’iniziativa, a cui la FLC CGIL ha aderito, è stata promossa da Europa Verde Cerveteri insieme al Comune di Cerveteri e alla Consulta comunale dei Migranti e dei Cittadini Apolidi. Ha coinvolto istituzioni, mondo della scuola, sindacato, associazioni, cittadini e studenti. Ha moderato il giornalista Marco Di Marzio.
Per la nostra organizzazione è intervenuta la segretaria territoriale Paola Grilli, che ha portato nel dibattito lo sguardo di chi nella scuola lavora ogni giorno. Il suo intervento si è concentrato sulle conseguenze concrete del decreto: dalla formazione delle classi alla gestione delle iscrizioni, fino alle risorse e agli strumenti che dovranno essere messi a disposizione delle scuole. Non bastano le finalità dichiarate di un provvedimento: contano gli effetti sull’organizzazione scolastica, sul lavoro del personale e sulla qualità dell’offerta formativa. L’integrazione, ha ricordato la FLC CGIL, richiede investimenti, competenze e continuità progettuale, non soltanto criteri numerici.
Al centro della serata il Decreto-Legge 30 settembre 2026, n. 170, che dall’anno scolastico 2027/2028 introduce nelle classi iniziali limiti del 30% per alcune categorie di alunni con cittadinanza non italiana, oltre a misure per distribuire le iscrizioni tra istituti vicini. Una misura che, come sostiene la FLC CGIL a livello nazionale, rischia di non rispondere ai problemi reali della scuola e di trasformare il diritto allo studio in terreno di scontro ideologico. Restano infatti fuori dal decreto le questioni decisive per chi lavora nella scuola: salari e precariato.
Nel corso dell’incontro sono state approfondite anche la concreta applicabilità delle nuove norme e il rischio che criteri quantitativi indeboliscano i percorsi di inclusione. La presidente della Consulta dei Migranti, Astrid Rajkovich, ha sottolineato che l’inclusione non può ridursi a una questione di numeri, ma ha bisogno di strumenti educativi, risorse adeguate e accompagnamento linguistico.
Il filo conduttore è stato l’articolo 34: “La scuola è aperta a tutti”. Una scuola davvero aperta, ha ribadito la FLC CGIL, non è soltanto quella che spalanca le porte, ma quella che garantisce a ciascuno le condizioni concrete per frequentare, crescere e costruire il proprio futuro.